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il massaggio, in pratica






I benefici del massaggio sono molti, ecco i principali:

stimola il Sistema Nervoso Parasimpatico (quella branca del Sistema Nervoso Autonomo che controlla le funzioni vegetative: al parasimpatico sono relazionati,  tra l’altro,  il riposo, la quiete, il rilassamento)
stimola  il metabolismo
riattiva  la circolazione sanguigna e linfatica
distende la muscolatura e, grazie alle migliorate condizioni di nutrizione muscolare, esercita un’ azione tonica generale
elimina scorie e tossine
migliora l’ ossigenazione dei tessuti che producono energia con poca formazione di acido lattico
riequilibra i livelli ormonali


Zen Shiatsu




Nello Zen Shiatsu viene riconosciuto un sistema di meridiani e tsubo più ampio di quello dell'agopuntura. La quantità di pressione applicata agli tsubo ed ai meridiani è decisamente più leggera che in altri tipi di Shiatsu. Inoltre, a differenza del massaggio Shiatsu e dell'Agopressione, lo Zen Shiatsu incorpora nella propria teoria il concetto di Kyo-Jitsu.
I termini Kyo e Jitsu si riferiscono sia alla quantità che alla qualità del Ki. 
Il Kyo viene definito come un'area di Ki carente e debole, mentre il Jitsu come un'area di Ki eccessivamente forte. Lo squilibrio generalmente nasce da una assenza di Ki (Kyo), perchè questa carenza ritarda la funzione del meridiano. Quando questo accade, il processo vitale si trova minacciato, e il resto del sistema si distorce nello sforzo di distribuire l'energia per compensare il malfunzonamento dell'area debole. In seguito alla ridistribuzione dinamica dell'energia, appaiono aree in cui il Ki è eccessivo(jitsu), necessarie a mantenere le condizioni distorte del sistema. Questa condizione persiste fintanto che la zona malfunzionante rimane debole. Una volta rinforzata la debolezza, il meridiano coinvolto inizialmente riacquista le sue normali condizioni di funzionamento, il resto del corpo è in grado di disperdere le aree jitsu e si ristabilisce il normale fluire del Ki. 
Questo stile di Shiatsu è stato sviluppato da Shizuto Masunaga, fondatore e direttore dello Iokai Shiatsu Center in Giappone. 
(da "Shiatsu: uno sguardo generale", Istituto Europeo di Shiatsu )
Su questo argomento si sofferma la tesi di Shiatsu  di Stefania Guaschino e Stefania Cicere dell'Istituto Itado Shiatsu.
La differenza tra Shiatsu e Zen Shiatsu sarà ovviamente più evidente sottoponendosi alle due diverse tecniche (nello Zen Shiatsu si crea, tra operatore e ricevente una sorta di "coreografia") ma basterà dare un'occhiata a questi video per intuirla.

Shiatsu



Anche lo Shiatsu, (指圧: Shi, dito e atsu,  pressione, “pressione con le dita”)  è strettamente legato alla Medicina Tradizionale Cinese, giunta  in Giappone, insieme al buddismo,  intorno al VI secolo.
La sua epoca più florida fu dal periodo Tokugawa (XVIII sec.) all’epoca della rivoluzione Meiji (1867). 
Nel 1827, Shinsai Ota scrisse il Libro di Anpuku, fondamento dello Shiatsu, dedicato al trattamento dell'addome. 
 In seguito, la terapia manuale, anma, si divise in due: l’anma attuale, praticato dai ciechi ed era un tipo di massaggio rilassante e l’anpuku, praticato da persone qualificate e con il titolo di Kengyo, specializzati soprattutto nel curare infermità. 
Dopo la Rivoluzione Meiji, nel 1867, il Giappone cominciò a modernizzarsi: con l’influsso della medicina più moderna dei paesi occidentali l’anma adattò alcune teorie e pratiche occidentali e abbandonò l’importante base della medicina orientale (tsubo, meridiani, ecc.), abbandonando anche di praticare l' ampuku, sostenendone la potenziale pericolosità. 
Così, l’anma perse una parte importante della sua eredità orientale, e diminuì notevolmente la sua efficacia. Il governo dell’epoca Meiji (1867-1911)  creò delle scuole ufficiali di anma esclusivamente per non vedenti, ammettendo che, anche se la tecnica anma era meno efficace della medicina occidentale, non risultava dannosa. 
Nel 1925 si aprì la prima clinica di trattamenti shiatsu nel mondo a Muroran, Hokkaido. 
Nel 1934, Tokujiro Namikoshi pubblicò l’articolo “La terapia shiatsu e la Psicologia”, nel 1940 aprì il Collegio Giapponese di Shiatsu.
 Dagli anni ‘50, lo shiatsu è considerato dal Ministero della Salute giapponese “una forma di manipolazione che mira a correggere il cattivo funzionamento interno, a promuovere e mantenere uno stato di buona salute e a trattare specifiche malattie”. 
Se ci soffermiamo sulla tecnica dello shiatsu noteremo che a differenziarlo dal tuina, con il quale condivide le basi teoriche della Medicina Tradizionale Cinese, è principalmente la modalità con cui si persegue il comune scopo del riequilibrio energetico (il ki è il qi cinese) : a differenza del tuina che è un trattamento dinamico, lo Shiatsu si avvale di  movimenti lenti, pressioni statiche delle punte delle dita e dei palmi delle mani ma anche  di gomiti e ginocchia su determinati punti (tsubo) facenti parte dei meridiani. 
 Il suo principio fondamentale è di applicare la pressione in una forma graduale, in modo da penetrare e rendere flessibili i muscoli.
Lo Shiatsu arreca sollievo nel caso di dolori muscolari, regola il sistema nervoso, aiuta la digestione, stimola la circolazione sanguigna, linfatica e la secrezione ormonale.
Sollecitare gli tsubo grazie allo Shiatsu significa prevenire malattie e stimolare il naturale potere di guarigione del corpo: non si tratta infatti solo di  un rimedio, ma di una pratica in grado di stimolare le capacita' di rigenerazione che ogni organismo umano ha portando il naturale riequilibrio energetico e mentale. 



Per chi volesse approfondire,  Storia dello Shiatsu del portale italiano sull'argomento,  di cui questo post è grosso modo una sintesi.


Tuina




Il tuina,  da tūi, premere e ná, afferrare,  è la più antica forma di massaggio cinese (più esatto sarebbe dire "tecnica terapeutica"), risale infatti al XVI-XI secolo a.C. 
 Nel  2600 a.C erano già attivi alcuni degli esperti storici del campo, come Qi Bo, Dai Ji e Yu Fu.
Probabilmente la più antica opera sulla massoterapia  è "Dieci capitoli sul massaggio di Huangdi e Qibo" ormai irrecuperabile. 
 Nel Nei-Ching, il Testo classico di Medicina Interna dell'Imperatore Giallo,  sono descritti vari passaggi che illustrano alcuni aspetti della terapia Anmo (An, premere Mo, frizionare: 按摩 ) come la manipolazione, le applicazioni cliniche, i principi terapeutici e le varie patologie responsive alle cura con massaggio e manovre come Tui, Na, Mo, Che, Qiao.
  Ecco uno stralcio di dialogo tra l'imperatore Hunag Di e il medico Qi Bo:

  “Huang Di: - Anche se la malattia è la stessa, perché il medico può guarirla con metodi diversi? Qi Bo:- Questo dipende dalla regione in cui vive il malato... ad esempio la regione del Centro è una pianura umida e ricca di risorse agricole. Gli abitanti si nutrono dei prodotti vari e hanno la vita facile. Le loro malattie, spesso sono delle paralisi, dei disturbi circolatorie delle malattie da freddo e da caldo alle quali convengono i metodi di ginnastica energetica e i massaggi.

Durante il regno Sui (518-618) questa terapia entrò tra le più importanti della Cina: l''Ufficio Medico Imperiale” divise la medicina in quattro discipline autonome: agopuntura, erboristeria, esorcismo e massaggio.
Furono commissionate in quest'epoca molte opere al riguardo, come  "Eziologia e sintomatologia delle malattie" (610) di Chao Yuanfang.
 Sun Simiao (581-682), della dinastia Tang, nella sua opera "Mille rimedi preziosi" citò i metodi di Laozi e di Bodhidharma ed elaborò una versione pediatrica del tuina  con cui trattava una dozzina di malattie, come gli attacchi convulsivi, la meningite, il pavor notturno, la distensione addominale, la respirazione nasale ostacolata
 La "Collezione generale dei soccorsi sacri", composta nel 1117 durante la dinastia Song, riservò un intero capitolo alla massoterapia.
 Tecniche chiropratiche e la loro applicazione clinica fecero ulteriori progressi nella dinastia Yuan (1271-1368) e durante quella Ming furono costituiti in un dipartimento clinico speciale, soprattutto per il trattamento delle malattie infantili.